Serapias cossyrensis

Caratteri essenziali distintivi rispetto a Serapias cordigera:
pianta più piccola, foglie più larghe, brattee un po’ più lunghe del casco, infiorescenza un po’ più corte e densa, colorazione più chiara (rosso vivo anziché scuro), ipochilo un po’ più largo e meno lungo, ma soprattutto epichilo nettamente più largo (18-26 mm). L’epichilo è anche leggermente rialzato ai bordi e con densa pelosità centrale, il casco tepalico è largo e le spalle dell’ipochilo alte.

Protologo di Brigitte e Helmut Baumann 1999:

Serapias neglecta

Pianta robusta e di solito non molto alta (15-30 cm), senza arrossamenti o macule nemmeno alla base delle foglie e del caule; 4-8 foglie lanceolate, suberette, carenate, arcuate, lunghe 5,5-11 cm; brattee più corte del casco, ovato-lanceolate, grigio-verdastre con sfumature violacee e striature più scure. Infiorescenza densa e corta, largamente ovoide-cilindrica con 4-9 fiori chiari, profumati, di solito a colori rosa-rossastri non accesi. Casco tepalico breve e allargato, orizzontale o rivolto leggermente verso l’alto, grigio-argenteo con striature rossastre, più o meno come le brattee; sepali un po’ più stretti rispetto a S. cordigera (20-28 × 6,75 mm), un po’ più lunghi dei petali (18-24 × 6-8 mm), che hanno base larga e bruno-violacea, e schiariscono verso l’apice. Labello grande come in S. cordigera (lungo 33-45 mm), porporino chiaro, rosso vivo o rosa salmone, piano o appena ripiegato ai lati, ipochilo ed epichilo con margini parzialmente e chiaramente sovrapposti (se distesi); lobi laterali in gran parte emergenti dal casco, rossastri, ipochilo molto largo (14-18,5 × 15-22 mm), più chiaro al centro, con spalle orizzontali o molto lievemente ricadenti, con lamelle basali parallele, rosso-brunastre e lucide; epichilo largo più o meno come l’ipochilo (20-30 × 15-22 mm), comunque grande e più o meno cordiforme come in S. cordigera, roseo o rossastro chiaro, a volte giallastro, pendulo o proiettato obliquamente in avanti, con abbondante pelosità biancastra al centro; ginostemio giallo-rossastro, pollinii olivastri.
Numero cromosomico 2n = 36.

Protologo di Giuseppe De Notaris 1846:

Serapias cyrnosardoa

L’origine ibridogena di queste popolazioni è facilmente individuabile nell’ibrido Serapias ×todaroi Tineo 1846 (S. lingua × S. parviflora). Somiglia anche a S. gregaria, da cui differisce per le dimensioni leggermente maggiori di ipochilo (11-14 × 15-17,5 mm) ed epichilo (11-17 × 5-7,5 mm), ma anche per le spalle alzate dei lobi laterali, protrusi e in parte sovrapposti sull’epichilo.

Protologo di Richard Lorenz, Cesario Giotta, Alessandra Manca e Marcello Piccitto 2015
(Serapias todaroi subsp. cyrnosardoa):

Serapias francavillae

Molto simile a S. lingua, ma anche a S. gregaria, dalla quale differisce per la minore altezza (17-28 cm), i sepali un po’ più larghi (22-25 × 5-5,7 mm), i petali più lunghi (19-22 × 2,6-3,3), l’ipochilo più ampio (11-14 × 15-17,5 mm) e l’epichilo più largo (11-17 × 5-7,5 mm). 

Protologo di Antonia Cristaudo, Rosario Galesi e Richard Lorenz 2009:

Serapias guadinae

La popolazione è composta da almeno 200 individui che si riproducono autonomamente presso lo stagno di Acquatina, una laguna costiera salmastra sul litorale di Lecce. Il loro portamento è intermedio tra S. cordigera e S. vomeracea, con base dello scapo e delle foglie macchiate di rosso, brattea subuguale o raramente più lunga del casco, labello genicolato e porporino scuro ed epichilo da subcordato a ovato-lanceolato, ma in genere più stretto rispetto all’ibrido occasionale S. ×kelleri.

Protologo di Lumare, Medagli & Biagioli 2017:

Serapias hyblaea

Portamento intermedio tra la tipica S. vomeracea (con petali più stretti) e S. lingua, dalla quale differisce per il labello più largo, scuro e peloso, e soprattutto per l’epichilo più largo (15-22 × 9-11 mm), dalle fattezze simili alla provenzale S. olbia. 

Protologo di Antonia Cristaudo, Rosario Galesi e Richard Lorenz 2009
(Serapias intermedia subsp. hyblaea):

Serapias lucana

Fu descritta come sottospecie lucana di Serapias cordigera per i caratteri decisamente più vicini a questa che a S. vomeracea s.l. Si distingue da S. cordigera per le brattee più grandi e l’infiorescenza leggermente più lunga (fino a 150 mm) e multiflora (6-13 fiori); il contrasto tra brattea e casco è meno pronunciato, e l’ipochilo non ha quasi alcuna sovrapposizione con l’epichilo, e invece spalle più ricadenti; l’epichilo inoltre è più stretto (10-14 × 17-24 mm) e di colore meno intenso rispetto a S. cordigera, e invece più vivo che quello di S. vomeracea, rispetto alla qualeS. lucana presenta anche un’infiorescenza più corta e un po’ più larga, come pure più larghi sono i petali e tutto il labello.

Protologo di Richard Lorenz e Vito Antonio Romano 2014
(Serapias cordigera subsp. lucana):

Serapias sallentina

Ricca popolazione di individui con i caratteri dell’ibrido Serapias ×ambigua (S. cordigera × S. lingua), del tutto autonoma rispetto ai singoli parentali, pur presenti in zona. Pianta piccola, alta 14-24 cm, 6-9 foglie basali lineari, acuminate, con fitta maculatura violacea alla base e agli internodi, infiorescenza corta e pauciflora, con 4-6 fiori del tutto simili all’ibrido, inclusa la callosità basale divisa in due lamelle ma con unico rigonfiamento che le comprende entrambe. Rispetto ai parentali, l’epichilo è sempre di misura intermedia (larghezza media 12 mm vs. 17,5 mm di S. cordigera e 8,5 mm di S. lingua, lunghezza media 19 mm vs. 24 mm di S. cordigera e 13 mm di S. lingua), l’ipochilo è più stretto che in S. cordigera e più o meno simile come lunghezza a entrambe.

Protologo di Lumare e Medagli 2015
(Serapias ambigua subsp. sallentina)

Serapias parviflora

Pianta slanciata, spesso singola, con scapo robusto, alto 10-40 cm; 4-10 foglie da lineari a strettamente lanceolate, carenate, lunghe fino a 15 cm, alla base spesso striate di rosso, le 1-3 superiori guainanti il caule, più piccole e infine bratteiformi; brattee lunghe ±come il casco, ovato-lanceolate (25-40 mm), grigio-rossastre, con striature longitudinali purpuree. Infiorescenza inizialmente compatta, poi allungata e sublassa con 3-9 fiori piccoli e appressati allo scapo, a volte semichiusi, solitamente bruno-rossastri. Casco tepalico grigiastro-rossastro chiaro, con striature più scure, da quasi orizzontale a suberetto; sepali lanceolati, brevemente coalescenti (13-16 × 3-4 mm), petali subuguali (11-17 × 3-4,5 mm), gradualmente ristretti dalla base a goccia in lungo apice lesiniforme. Labello lungo da (13)14 a 19(22) mm, da bruno chiaro a bruno-rossastro, con venature rossicce e pelosità chiara al centro; ipochilo obcordiforme (8-10 × 9-12 mm), con lobi laterali eretti e completamente racchiusi nel casco, e spalle leggermente spioventi; brevi lamelle basali distanziate e divergenti, da verdi a violacee; corto epichilo lanceolato, 6-10(13) × 3,5 mm, più breve della larghezza dell’ipochilo, rossastro (più chiaro al centro), con pelosità sparsa e corta, spesso ripiegato decisamente verso lo scapo; ginostemio stretto, bruno-rossastro; connettivo breve, giallo, ad apice acuminato; pollinii gialli, friabili, sfarinantesi sullo stigma già prima di inizio antesi. 
Numero cromosomico 2n = 36.

Protologo di Filippo Parlatore 1837:

Serapias ausoniae

Caratteri essenziali distintivi rispetto a Serapias parviflora:
– dimensioni maggiori, sia delle piante che dei fiori (40-50% più rispetto a parviflora, ma ben inferiori rispetto alla sect. Vomeraceae);
– piante alte 25-35 cm, foglie basali un po’ più corte delle cauline guainanti; brattee più lunghe dei fiori (fino a 5 cm), verdi con apice rossastro (più grandi che in S. parviflora);
– sepali lunghi fino a 19-20 mm, petali fino a 17-18 mm (più grandi che in S. parviflora);
– labello lungo fino a 1,5-1,8 cm; ipochilo giallo-verdastro con lobi laterali arrotondati porporini, a volte eretti, parzialmente nascosti nel casco; lamelle basali parallele roseo-biancastre; epichilo lanceolato, acuto, più stretto dell’ipochilo e un po’ più grande che in S. parviflora (lungo fino a 12 mm, largo fino a 5,5 mm; in parviflora raramente più lungo di 10 mm); pollinii gialli inconsistenti, appena visibili (riproduzione prevalentemente autogama). Numero cromosomico 2n = 72.

Protologo di Roberto Gennaio e Giuseppe Pellegrino 2021: