Ophrys obaesa

Caratteri essenziali distintivi rispetto alle altre Fuscae:
pianta piccola (alta fino a 20 cm), con fiori medio-piccoli appressati verso la sommità dell’infiorescenza; sepali 7-13 × 5-9 mm, petali 5-6 × 1,5-2,5 mm; labello suborizzontale, disteso e non ginocchiato, leggermente convesso trasversalmente, poco profondamente trilobato, allargato nella parte centrale ma comunque ridotto (9-13 × 7-10 mm, rapporto lunghezza/larghezza 1,23); le mammosità basali e maculari ben rilevate provocano una depressione nella parte centrale del labello, a cui segue una nuova brusca elevazione dalla base del lobo mediano, che appare rigonfio, quasi a nascondere i lobi laterali, ribattuti in basso; pelosità bruno–violacea irta e irregolare; macula corta e larga, grigio-bluastra a riflessi metallici (a volte con bordo rossastro); lunule divise da un solco breve ma profondo; bordo del labello irregolare e poco visibile, spesso assente; retro labellare verde-biancastro, spesso sfumato di porpora al centro. Impollinata da Andrena flavipes e A. sericata.

Protologo di Michele Lojacono Pojero 1908:

Ophrys ortuabis

Caratteri distintivi rispetto alle altre Fuscae: pianta piccola (sempre meno di 20 cm di altezza), con pochi fiori piccoli; sepali 8-9(11) × 5-6(7) mm, petali 5 × 1-2 mm; labello tra i più piccoli nella sect. Pseudophrys, più o meno come O. funerea (7-10 × 7-9 mm, rapporto lunghezza/larghezza 1,12), piano e suborizzontale, lievemente convesso trasversalmente, con bordo evidente e non proprio sottile, giallo-verdastro o -rossastro, e seni dei lobi ben marcati; lobi tronchi o arrotondati, il mediano più lungo dei laterali; mammosità basali pressoché assenti; pelosità bruno-rossastra scura, densa e ordinata, chiara soltanto nella parte basale e intorno alla cavità stigmatica, a volte attraversata da una barra rossastra; macula piuttosto corta e larga, con lunule di solito grigio-bluastre e ben definite, con solco limitato alla metà superiore. Impollinata da Andrena hypopolia. 

Protologo di Maria Pia Grasso e L. Manca 2002:

Ophrys expansa

Caratteri distintivi rispetto a Ophrys neglecta e a O. tardans: fiori mediamente più grandi (labello lungo fino a 12,5 mm e largo fino a 17 mm); macula sempre ampiamente dilatata nella parte centrale del labello, scutiforme e a volte frammentata; ampia fascia gialla marginale del labello sempre presente (a volte il labello di O. tardans è tutto scuro).

Protologo di Febo Lumare e Piero Medagli 2018:
(Ophrys tenthredinifera subsp. neglecta var. expansa)

Ophrys tenthredinifera Willd. subsp. neglecta (Parl.) E.G. Camus var. expansa Lumare & Medagli, var. nov.
Descriptio
et Diagnosis: plantae robustae, (12-16) cm alta in densa communitate, usque 25 cm singulares herbae; folia basalia 5-6 ovata-lanceolata, viridi-flavescentia; 1 folium caulem amplexum, albo-viride. Bractea longior quam ovarium, viridi-flavescens, rosacea vel rubescens et fere concolor sepalis. Flores 2-4 in plantibus communitatis, usque 7-8 in singularibus herbis. Flores maiores quam neglectae sed etiam quam tardantis: bractea (25,2 × 9,3) mm; sepalum medium (12,8 × 7,8) mm; sepala a lateribus (13,8 × 8,1) mm; petala (6,2 × 4,2) mm; labellum (12,4 × 16,9) mm. Macula expansa (quae potest confundi pro tardante), scutiformis, in medio varie granosa vel unica, griseo-fusca, marginibus luteo-subalbis in medio subfuscis, simplis vel duplicibus; macula frequenter fracta, ut in fragmentis dissolta. Staminidia conspicua (94 % exemplarium). Labelli basis area effectu neglectae, appendix ut in neglecta et dissimilis ab tardante (scutiformis, sursum spectans, acuto angulo, rotundis marginibus). Floret una cum neglecta, ab initio Martii ad medium-ultimum Aprilem, pro anni tempore.

⬆︎ After F. Lumare & P. Medagli, 2018: Una nuova entità salentina, Ophrys tenthredinifera subsp. neglecta var. expansa, a confronto con Ophrys tardans. – GIROS Orch. Spont. Eur. 61 (1): 30-31.

Ophrys grandiflora

Rispetto a Ophrys neglecta ha portamento un po’ più robusto e fiori più grandi; labello più grande anche rispetto al tipo (lungo 13-20 mm), più disteso (meno convesso) e trapeziforme,  con spalle quadrate e gibbe appena accennate; pelosità densa, la parte centrale bruno-scura molto meno estesa rispetto a neglecta, quella submarginale più larga e giallo-verdastra; cavità stigmatica bruno-olivastra come il campo basale.  L’impollinatore sembra essere Eucera nigra.

Protologo di Michele Tenore 1819:

Ophrys normanii 

Caratteri distintivi rispetto a Ophrys neglecta: se ne differenzia per l’altezza spesso maggiore (fino a 50 cm), le brattee verdi chiare con apice rosato, l’infiorescenza piuttosto densa, con 3-7 fiori molto più grandi, a cominciare dai petali (4-6 × 4-6 mm), di un rosa-violaceo più intenso di quello dei sepali, sfumati spesso di bruno-verdastro; labello trapeziforme, il più grande tra le Tenthrediniferae (15-24 × 14-25 mm), nella parte centrale bruno scuro e vellutato, verso i bordi fitta pelosità più chiara (giallo-brunastra), macula ridotta limitata alla parte basale, campo basale e cavità stigmatica quasi neri, più scuri che in neglecta; ginostemio breve e acuminato. Impollinata dal bombo Psythirus vestalis.

Protologo di Jeffrey J. Woods 1982:

Ophrys tardans

Pianta di aspetto intermedio tra Ophrys neglecta e Ophrys candica; brattee spesso colorate (concolori ai sepali); infiorescenza piuttosto densa, con 3-7 fiori grandi, più simili per dimensioni a quelli di candica; tepali come in neglecta, i sepali 10-15 × 6-11 mm, i petali 3-4,5 × 2,5-3 mm. 
Dettagli caratteristici del labello (9-15 × 12-20 mm):
– predominante la forma trapezoidale, rara quella quadrata o ovoidale;
– estesa pigmentazione bruno-rossiccia (come in candica), quasi mai presente la fascia gialla marginale come in neglecta;
– pelosità labellare evidente, sui margini inferiori quasi sempre rasa come in candica, raramente lanosa come in neglecta;
– macula ampia (come in candica), da quadrangolare a scutiforme, scura al centro e orlata di una fascia bianca-giallastra;
– apicolo di forma variabile, ma mai tondeggiante come in neglecta;
– campo basale quasi sempre grande e spesso con linea perimetrale completa a forma di doppia V
(come in candica), brunastra all’interno e bianco-avorio all’esterno; rare sono altre forme o dimensioni più ridotte;
– staminodi in prevalenza più piccoli rispetto a candica e quindi poco visibili;
– cavità stigmatica di solito piuttosto bassa, in complesso poco significativa.
Probabile impollinatore Eucera taurica.

Protologo di Othmar ed Edeltraud Danesch 1972:
(Ophrys ×tardans)

Ophrys bertolonii

Pianta snella, alta fino a 25-30 cm, infiorescenza pauciflora (2-8 fiori grandi).
Sepali ovato-lanceolati 13-18 × 5-8 mm), bianco-rosei o rosati, raramente verdastri (ma nervature verdastre spesso presenti), generalmente piegati all’indietro; petali strettamente lanceolati (8-12 × 2-4,5 mm), roseo-porporini e comunque a colori più intensi rispetto ai sepali, acuti, a bordi diritti (raramente un po’ ondulati), leggermente ciliati, subparalleli. Labello intero e allungato (lungo 13-19 mm), più o meno rettangolare, nerastro, quasi sempre insellato all’altezza della macula, a margini revoluti, con pelosità marginale e centrale lunga e densa, molto scura, a volte con toni rossastri; macula intera, in posizione medio-distale, scutiforme o a ferro di cavallo, brillante, da blu a rosso-violacea; campo basale scuro come il labello e non delimitato; cavità stigmatica più alta che larga, quadrangolare con strozzatura sopra gli pseudo-occhi nerastri, globosi e prominenti, per cui questi sono spostati verso la base del labello e non sulle pareti della cavità; apicolo grosso, inserito in una profonda incisura, verde-giallastro, ottuso, rivolto verso l’alto o in avanti; ginostemio a becco allungato e acuto, formante un angolo retto col labello. Impollinata da api appartenenti al genere Megachile o Chalicodoma (M. parietina, M. pyrenaica). 

Protologo di Giuseppe L. Moretti 1823:

Ophrys benacensis

Caratteri essenziali distintivi rispetto a Ophrys bertolonii:
sepali appena più ridotti (10,5-17 × 4-7,5 mm), petali a base un po’ più larga, di forma variabile da lineare a lanceolata (7-12 × 2,5-4,5 mm); labello non o poco insellato, in media un po’ più lungo (15-20 mm) e appena più largo e ovato, a volte con una leggera strozzatura centrale; macula in posizione più centrale, un po’ più grande; apicolo leggermente ridotto, cavità stigmatica più larga che alta. Impollinatore Megachile parietina. 

Protologo di Herbert Reisigl 1972
(Ophrys bertoloniiformis subsp. benacensis):

Ophrys bertoloniiformis

Caratteri essenziali distintivi rispetto a Ophrys bertolonii:
pianta piccola, alta fino a 20 cm, con pochi (2-4) fiori di taglia media; sepali più corti (9-14 × 4-7 mm) e quasi sempre verdi o verdastri (molto raramente biancastri o rosati); petali di forme e colori vari ma comunque a toni più intensi di quelli dei sepali, e di dimensioni simili ai petali di O. bertolonii (6-11 × 2-5 mm); labello molto più piccolo (lungo 10-14,5 mm), piano o leggermente insellato, non convesso e obovato (massima larghezza a livello medio-basale); pelosità verso i bordi più brunastra che nerastra; macula grande rispetto al labello, in posizione più medio-distale; apicolo un po’ ridotto ma ben visibile; cavità stigmatica più larga che alta, con pareti concave. Impollinata da Megachile benoisti. 

Protologo di Othmar ed Edeltraud Danesch 1971:

Ophrys explanata

Caratteri essenziali distintivi rispetto a Ophrys bertolonii:
pianta robusta ma più piccola, alta fino a 25 cm; infiorescenza densa, con 2-7 fiori di medie dimensioni; tepali di colore rosa-rosso-lilla, in genere più corti e un po’ più allargati rispetto a O. bertolonii, i sepali 11-15 × 5-9 mm, i petali 6-10 × 3-5,5 mm, spesso a toni più intensi dei sepali e con bordi glabri o un po’ ciliati, a volte un po’ ondulati; labello più ridotto (lungo 11-15 mm), a volte leggermente subtrilobo con semplici abbozzi di lobi laterali; parte distale leggermente rialzata (debole curvatura a sella); pelosità densa e nerastra, più lunga e brunastra vicino ai bordi; macula grigio-bluastra o rossastra, spesso semplice (scutiforme o a ferro di cavallo); apicolo robusto ed eretto, posto in una profonda incisione; cavità stigmatica più larga che alta, con pareti concave, alla cui base sono posizionati gli pseudo-occhi lucidi e nero-bluastri.

Protologo di Michele Lojacono Pojero 1908: