Date le premesse, non poteva essere altrimenti che le interpretazioni dei pochi studiosi che si sono espressi su Ophrys brachyotus fossero contrastanti e non risolutive. La dimensione dei fiori non sembra ben definita: dall'iconografia reperibile è difficile valutarla, ma essi appaiono comunque di taglia media. Finalmente Delforge (2022) ha riscoperto questa entità un po' misteriosa ma non per questo da ignorare in una rassegna delle orchidee italiane, ricostruendone la storia tassonomica e cercando di chiarire almeno alcuni punti oscuri, a partire dall'etimologia corretta dell'epiteto originario brachyotus, che indica la somiglianza dei petali alle corte orecchie del gatto ('felis' nella descrizione di Rchb.), e non brachyotes, entrato in uso a partire dalla fine del XX secolo, riferito ai ciuffi sulla testa di gufi o altri uccelli erroneamente indicati. Non è solo una curiosità, ma la sottolineatura di un carattere che dovrebbe essere importante (anche se nella scarsa iconografia a volte i petali sembrano piuttosto allungati), insieme alla pelosità corta e densa e alla forma rettangolare-subquadrata del labello, che appare (sub)intero, raramente con un accenno di lobatura, quindi pienamente fucifloroide e non scolopaxoide, nonostante la presenza di gibbe che possono anche essere evidenti ma non assimilabili a lobi laterali basali. In un secondo articolo lo stesso Delforge (2023) ha ulteriormente approfondito le caratteristiche di O. brachyotus, riconoscendo questa specie in quasi 50 siti sparsi in tutte le Prealpi francesi, riguardanti entità "holosericea/fuciflora" denominate in modo vago o rimaste senza nome. I caratteri di questa entità ultimamente sembra si vadano meglio delineando, e si sono avviate ricerche e verifiche anche in Italia. Non possiamo continuare a ignorare un'entità abbastanza misteriosa ma che comunque è stata descritta proprio in Italia, quasi 2 secoli fa. Le ipotesi di lavoro per l'Italia sono tre, abbastanza alternative l'una all'altra:
1. inizialmente Delforge aveva fatto rientrare O. brachyotus nel "groupe d'O. tetraloniae", per cui è stata intesa da Souche (2023) addirittura come specie di riferimento delle ‘Fuciflorae a fiori piccoli e tardivi’ (in realtà oggi in Italia la specie di riferimento risulta O. tetraloniae, con poche entità simili local). Quella di Souche sembra un'ipotesi poco convincente, apparendo poco congrue sia l’epoca di piena fioritura delle segnalazioni (in prevalenza 'normale', a Maggio), sia la dimensione dei fiori, intermedi tra quelli davvero più piccoli di O. tetraloniae e di altri simili taxa a fioritura più tardiva, e quelli a fiori medio-grandi riferibili ad altre Fuciflorae;
2. più probabilmente, O. brachyotus potrebbe essere identificata con quelle vaghe Fuciflorae del Nord-Italia a distribuzione piuttosto frammentata, rimaste finora sotto la denominazione 'di comodo' O. holosericea s.l., ma che sicuramente non presentano le caratteristiche della tipica O. holosericea s.s. diffusa nell'Europa centrale. Si notano per esempio somiglianze tra le foto attribuite da Delforge in Francia a O. brachyotus e quelle di O. lorenae in Emilia, sulla quale da sempre ci si interroga sul significato della sua isolata presenza. Un contributo abbastanza decisivo a questa ipotesi (anche se non voluto nelle intenzioni) è venuto dallo stesso Souche (Soca 2025), che - volendo dare un nome a queste finora generiche entità, e non potendo utilizzare il binomio O. brachyotus, da lui già usato per rappresentare l'ex complesso Tetraloniae - ha creato un nuovo nome, Ophrys temperans Soca 2025, che in realtà sembra un sinonimo posteriore diella ben prioritaria O. brachyotus;
3. questa riflessione ci porterebbe anche all'ipotesi di un allargamento dell'areale italiano di O. brachyotus a quelle popolazioni 'intermedie' del Centro-Sud Italia con fiori medio-piccoli e antesi relativamente tardiva che sono state segnalate con sempre maggior frequenza da orchidologi romani e abruzzesi. Al momento però ci sembra da escludere questa assimilazione fuori areale, l'identità di queste popolazioni appare ancora incerta per la loro variabilità, ma soprattutto per i loro caratteri intermedi, più vicini magari ad altre Holosericeae a fiori medio-piccoli e piuttosto tardivi (come O. gracilis), e comunque prima dell'antesi di O. tetraloniae (o all'inizio), specie che rimane abbastanza ben caratterizzata dai fiori più piccoli e distanziati sullo scapo al momento della massima fioritura. Queste popolazioni potrebbero quindi rappresentare una nuova entità intermedia tra una "O. holosericea s.l." e la stessa O. tetraloniae, entità ancora tutta da approfondire e studiare.
Al momento per O. brachyotus stiamo operando sulla seconda ipotesi di lavoro, ricercando e interpretando le segnalazioni passate di O. brachyotus nel Nord-Italia, sempre piuttosto circoscritte anche se l'areale è abbastanza vasto. Gli esemplari quasi sempre in fioritura nel mese di Maggio, a partire dall'olotipo raccolto presso Genova da Heynhold, fino alle osservazioni dirette di Delforge, Devillers, Demange e altri a partire dagli anni '80 del '900, in particolare in Liguria e in Veneto, ma anche in Piemonte (Kreutz 2024: 924), fino a quelle mappate dello stesso Soca 2025 per O. temperans, per noi comunque da considerare sinonimo posteriore di O. brachyotus.
Bibliografia citata:
> DELFORGE P., 2022: L'Ophrys aux cortes oreilles de chat, Ophrys brachyotus Reichenbach pat. 1830. – Orchidelf. Comm. 5: 1-25.
> DELFORGE P., 2023: Ophrys brachyotus Reichenbach pat. 1830 dans les Préalpes françaises. – Orchidelf. Comm. 6: 1-44.
> KREUTZ C.A.J., 2024: Guide to the Orchids of Europe, North Africa and the Middle East. Kreutz Publ., Eys (NL).
> SOUCHE R., 2023: Ophrys brachyotus (Orchidaceae): historique, présence cartographique, taxinomie et littérature. – Flora Montiberica 86 (6): 101-118.
> SOCA R., 2025: Ophrys temperans, nouvelle espèce de la section Fuciflorae (Orchidaceae). – Carnets bot. 272: 3-19.