Una Dactylorhiza dall’habitus molto diverso rispetto a D. fuchsii e D. gervasiana, presenti in zona, era stata scoperta da Alberto Mandozzi sul versante fermano dei monti Sibillini. Attribuita inizialmente a D. majalis (Benigni & Mandozzi 2013), e poi nella guida GIROS del 2024 provvisoriamente collocata come varietà della stessa, la straordinaria ricchezza delle popolazioni in alta quota nel giugno 2025 ha permesso verifiche più complete, con la conferma di quanto era stato poi intuito dagli stessi autori, che l'avevano pubblicata come nuova specie D. stortonii già nel 2021. Si distingue da D. majalis soprattutto per il caule pieno (non cavo), e anche per il portamento più modesto (pur vigoroso), per le foglie basali molto più piccole e lanceolate (non ovate), e per l’ecologia, non nettamente igrofila come D. majalis, pur preferendo comunque le vallecole esposte a NE, dove la neve accumulata permane a lungo in primavera, garantendo una certa umidità. Un possibile percorso evolutivo: D. stortonii potrebbe essere considerata una specie di origine ibridogena tra D. sambucina (linea materna?) e D. majalis (linea paterna?), ma che nel suo corredo genetico porterebbe tracce dei precedenti antichi incroci con le specie citate e forse anche di successiva introgressione (magari anche con la diploide D. fuchsii, tuttora presente in zona a quote inferiori), la quale ha sicuramente avuto un importante ruolo materno all’origine delle allopoliploidi Majales, insieme a D. incarnata, alla quale probabilmente è toccato il ruolo paterno (Benigni et al. 2026).
Bibliografia citata:
> BENIGNI F. & MANDOZZI A., 2013: Primo ritrovamento per le Marche di Dactylorhiza majalis (Rchb.) P.F.Hunt & Summerh. - GIROS Notizie 52: 101-102.
> BENIGNI F., MANDOZZI A., FABRIZI M. & BIAGIOLI M., 2026: Approfondimenti su Dactylorhiza stortonii e scoperta di un suo ibrido con D. sambucina. - GIROS Orch. Spont. Eur. 69 (1): 56-68.