Descrizione del tipo (var. papilionacea): pianta alta 15-30(40) cm; scapo cilindrico, angoloso, in alto sfumato di rosso; fino a 9 foglie basali lineari-lanceolate 3-18 × 0,5-2 cm), distese o suberette, carenate, acute, le basali di color verde-glauco, le cauline più piccole e sfumate di rosso, lungamente guainanti il fusto, di grandezza decrescente verso l’alto, fino a diventare bratteiformi; brattee porporine, con evidenti nervature brunastre, ovato-lanceolate, acute o subottuse. Infiorescenza con 6-10(20) fiori medio-grandi, prima ovoide e densa, in seguito cilindrica e lassa. Tepali conniventi tra loro a formare un casco (molto) lasso; sepali ovato-lanceolati subacuti (8-22 × 4-7,5 mm), i laterali asimmetrici e volti in avanti, i petali più stretti e corti; labello a forma di ventaglio (ristretto alla base e allargato nella parte apicale, 8,5-24 × 7-25 mm), con margini spesso rialzati, crenulati e ondulati (per i colori di casco e labello vedi più avanti); ginostemio porporino, molto corto; sperone conico, leggermente arcuato verso il basso, lungo 8-14 mm, poco meno dell’ovario sessile e verde con sfumature violacee. Numero cromosomico: 2n = 32.
Differenze morfologiche del fiore nelle varianti presenti in Italia:
– nella tipica papilionacea, sia il casco tepalico che il labello hanno solitamente colori di fondo chiari (rosa-rossastri verso i margini e biancastri verso il centro), ma il labello può avere colori un po’ più vivaci e base più candida; il casco inoltre è percorso da striature longitudinali porporine, dello stesso colore dei trattini più o meno brevi e sottili che si allineano sul labello.
– molto simile la var. rubra (Jacq.) V. Campo & Montoleone 2018, per la quale reputiamo più congruo il rango di forma: f. rubra (Jacq.) Biagioli & Pica 2026, con colore del casco più intenso, fino a rosso cupo, con striature più scure, mentre il labello non è striato ma di colore uniforme (da rosa a lilla fino a biancastro e bianco nella parte basale), sempre comunque molto più pallido del casco. Non sembra accettabile la sostituzione di fatto dell’originaria Orchis rubra Jacq. 1786 con la rara e fantomatica subsp. septentrionalis Kreutz 2017 (oggi Vermeulenia septentrionalis Kreutz 2024), entità limitata alla fascia a nord dell’areale mediterraneo della specie e che sarebbe presente anche nel Nord-Italia. Comunque difficilmente distinguibile dalla precedente, può essere al massimo indicata come morfotipo di A. papilionacea:f. septentrionalis (Kreutz) Biagioli & Pica 2026.
– ben distinguibili invece le varietà vexillifera (Sardegna) ed expansa (Sicilia), molto simili tra loro, con labello molto più grande (ma non come nella var. grandiflora, ☞ Varianti), e colore di fondo roseo o biancastro e percorso da striature allungate di colori più intensi rosa o lilla; il casco invece è rosso porporino scuro, con nervature ancora più scure; la var. expansa ha usualmente ornamentazioni del labello più marcate.
Protologo del basionimo di Linneo 1753 (Orchis papilionacea):

v.2 – Caroli Linnaei…Systema naturae per regna tria naturae – Biodiversity Heritage Library


From BHL (Biodiversity Heritage Library):
Album des orchidées d’Europe – Biodiversity Heritage Library




















































































