A livello genetico-evolutivo Dactylorhiza majalis rientra, come tante altre Dactylorhiza igrofile, fra quelle specie allotetraploidi, in questo caso centroeuropee, originate da incroci tra le diploidi D. fuchsii (specie materna) e D. incarnata. In Italia essa è specie difficile da osservare nei suoi caratteri strutturali tipici, invece piuttosto costanti oltre le Alpi. Essa è ormai localizzata sui rilievi alpini e prealpini, ma le segnalazioni storiche comprendevano anche località della pianura padano-veneta e dell'Appennino piemontese ed emiliano, tutte non più confermate in questo secolo. Benigni & Mandozzi (2013) la segnalarono come presente sui Sibillini marchigiani (pur di taglia più ridotta, portamento gracile e foglie più corte e strette, soprattutto le inferiori), ma più tardi fu dagli stessi considerata una nuova specie, (☞ Dactylorhiza stortonii). Trattata provvisoriamente nella terza edizione 2024 della guida GIROS come variante ecotipica della stessa D. majalis (var. stortonii), in seguito a ulteriori approfondimenti (Benigni et al. 2026) essa è stata definitivamente ipotizzata come vera specie montana appenninica di origine ibridogena, con il probabile coinvolgimento prima di D. fuchsii e/o D. incarnata, e poi di D. majalis e D. sambucina.
Tornando a D. majalis, rimane il dubbio che le molte sue segnalazioni passate riguardassero davvero la specie tipica, oppure fossero il risultato di ripetute ibridazioni e introgressioni con altre entità del genere Dactylorhiza, igrofile e sintopiche o anche solo presenti nelle vicinanze dei biotopi umidi montani, come quelle appartenenti alle sezioni Maculatae, Incarnatae, Angustifoliae (☞ Osservazioni Dactylorhiza traunsteineri). In molti siti sono stati recentemente più volte osservati individui i cui singoli caratteri riconducono a taxa non determinabili con certezza. Rientrano in questa casistica anche le fantomatiche segnalazioni nel secolo scorso di Dactylorhiza praetermissa (Druce) Soó, specie atlantica non presente in Italia. A questo proposito, secondo Perazza & Lorenz (2013) sulle Alpi italiane centro-orientali (dalla Lombardia al Friuli) sarebbe presente soltanto Dactylorhiza majalis subsp. alpestris (Pugsley) Senghas 1968, il cui rango sottospecifico però non sembra tanto plausibile, apparendo piuttosto come variante ecotipica di alta quota e quindi inquadrabile come var. alpestris. Le opinioni in merito a quest'ultima entità sono le più svariate, tra gli estremi di chi la considera una buona specie e chi la sinonimizza con D. majalis. Rispetto a quella, le sue caratteristiche sono comunque costanti: taglia molto più ridotta, con foglie in minor numero e più piccole, e infiorescenza più corta e con meno fiori. Nelle Alpi italiane occidentali sembrano presenti entrambe le tipologie (Isaja & Dotti 2021: 102-105). In questo caso non sappiamo ancora se in questa situazione delle Alpi piemontesi sia coinvolta una nuova entità altomontana intermedia tra D. majalis (inclusa alpestris) e D. rhaetica, descritta nelle vicine Alpi francesi: Dactylorhiza parvimajalis D. Tyteca & Gathoye. In realtà questo nuovo taxon, descritto su basi esclusivamente morfometriche, sembra complicare ancora di più la situazione confusa di Dactylorhiza majalis nella regione alpina, e comunque sembra più considerato come un sinonimo di quella.
Bibliografia citata:
> BENIGNI F. & MANDOZZI A., 2013: Primo ritrovamento per le Marche di Dactylorhiza majalis (Rchb.) P.F.Hunt & Summerh. - GIROS Notizie 52: 101-102.
> BENIGNI F., MANDOZZI A., FABRIZI M. & BIAGIOLI M., 2026: Approfondimenti su Dactylorhiza stortonii e scoperta di un suo ibrido con D. sambucina. - GIROS Orch. Spont. Eur. 69 (1): 56-68.
> ISAJA A. & DOTTI L., 2021: Orchidee del Piemonte. 2° ed. agg., Ed. Boreali, Camino (AL).
> PERAZZA G. & LORENZ R., 2013: Le orchidee dell'Italia nordorientale. Osiride, Rovereto (TN).