Ophrys provincialis

Caratteri essenziali distintivi rispetto a Ophrys sphegodes:
pianta robusta, alta fino a 40 cm, con4-8(10) fiori medio-grandi; sepali sempre di colore verde chiaro (10-13 × 4-6 mm); petali più piccoli (6-8 × 2,5-4 mm), glabri o appena vellutati, con bordi di solito ondulati, verdi a tonalità olivastre; labello convesso e tondeggiante (10-13,5 ×12-17 mm),, da bruno scuro a rossastro, con pelosità marginale violacea, a volte con sottile bordo giallastro; gibbosità poco marcate o assenti; macula estesa, di solito a forma di H o X, rossastra o bluastra, spesso bordata da una linea bianca; campo basale rosso vivo, che risalta rispetto al resto del labello; pseudo-occhi scuri bordati di bianco, spesso collegati da due linee trasversali bianche; apicolo ridotto ma visibile, triangolare e discendente. Impollinatori osservati in Provenza: Anthophora atriceps e Colletes cunicularius.
Protologo di Helmut Baumann e Siegfried Künkele 1988
(Ophrys sphegodes subsp. provincialis):


Ophrys pseudoatrata

Caratteri essenziali distintivi rispetto a Ophrys garganica:
pianta molto più piccola (alta fino a 20 cm), con 2-8 fiori di taglia media. Tepali ±uguali come colori e dimensioni (sepali 8-13 × 2,5-5 mm, petali 5-8 × 3-4,5 mm); labello un po’ più piccolo (9-12 × 10-14 mm), da orbicolare a cordiforme un po’ convesso e globoso, da rossastro a nerastro, senza gibbe; macula grande a forma di H o di Π, a volte più elaborata; campo basale scuro come la cavità stigmatica, questa di solito senza area chiara al centro e con pareti biancastre; pseudo-occhi grandi, neri e lucenti. Fioritura tardiva.
Protologo di Stefan Hertel e Helmut Presser 2006:


Ophrys incantata

Caratteri essenziali distintivi rispetto a Ophrys exaltata:
pianta di taglia ridotta (fino a 30 cm), con fiori piccoli disposti perpendicolarmente allo scapo; sepali verdi-biancastri lunghi 7-10 mm, petali lunghi quasi come i sepali (6-8 × 2-3,5 mm) e di toni più scuri; labello piccolo (6,5-9,5 × 7-10,5 mm), subintero, da ovato a orbicolare, bombato al centro, gibbe appena accennate o nulle, largo margine giallo o castano; macula elaborata, vagamente a forma di H ma ramificata anche fino intorno alla cavità stigmatica, piccola e concolore al labello come il campo basale; ginostemio ad angolo molto acuto col labello.
Protologo di Pierre Devillers e Jeanne Devillers-Terschuren 2004:

Nat-belges-85_Orchid-17-2004.pdf

Ophrys sipontensis

Caratteri distintivi rispetto a Ophrys incubacea: 3-15 fiori un po’ più grandi. Tepali di solito a colori vivaci (molto spesso rosei o rossi, talvolta bianchi, mai verdi), di taglia come in O. incubacea (10-15 × 4-7,5 mm), il dorsale un po’ più piccolo dei laterali; petali più grandi (7-13 × 3-7 mm). Labello subovato-subromboidale (10-15 ×1 0-17 mm,, ma lungo fino a 20 mm nella var. murgiana), a base squadrata con gibbosità appena accennate (più evidenti nella var. murgiana), bruno-porporino scuro, pelosità marginale fitta; macula grande, di solito blu, a forma di H grossolana; campo basale piccolo, concolore al labello, cavità stigmatica nerastra, pseudo-occhi blu. Impollinatore osservato Xylocopa iris.
Descrizione di Richard Lorenz e Christian Gembardt 1987:


Protologo di Nicola Cillo, Piero Medagli e Angelo Margherita
di Ophrys murgiana 2009:


Ophrys splendida

Caratteri distintivi rispetto a Ophrys sphegodes: pianta robusta, fino a 30 cm di altezza; infiorescenza con 4-6 fiori medio-piccoli. Sepali quasi mai verdi, ma bianchi. rosei o porporini con nervatura mediana verde (10-15 × 5-8 mm); petali di vari colori bitonali (6-10 × 3-5 mm), di solito con parte centrale chiara e bordi più scuri. Labello intero, convesso, ovato-arrotondato (9,5-12 × 10-14 mm), pelosità submarginale bruno-marrone da scura a ocracea-rossastra, spesso con ampio bordo giallo-verdastro; macula di solito formata da due bande allungate, spesso unite trasversalmente a forma di H irregolare, orlata di bianco; cavità stigmatica con piccola area centrale verdastra; gibbosità, apicolo, pseudo-occhi come in O. provincialis. Impollinata da Andrena squalida (sin. A. vilipes). Fioritura concentrata in aprile.
Protologo di Peter Gölz e Hans R. Reinhard 1980:


Ophrys tarquinia

Caratteri essenziali e distintivi rispetto a Ophrys sphegodes:
pianta piuttosto robusta, con fiori medio-grandi; sepali verde-giallo-biancastri lunghi fino a 15 mm, petali molto allungati (8,5-12,5 × 2,5-4 mm, lunghi 4/5 dei sepali), più scuri soprattutto lungo i bordi ondulati-increspati; il labello ovoide, intero (a volte appena subtrilobo), appare allungato per la forte convessità (11-16 × 10-17 mm), solitamente senza gibbe e con larga fascia pelosa submarginale densa e irta, bruno-rossastra e più chiara verso il bordo; macula grande in posizione medio-basale, con disegno spesso elaborato e orlato di bianco; campo basale concolore al labello, cavità stigmatica piccola, stretta alla base; pseudo-occhi grandi, lucidi, spesso cerchiati, posizionati sull’orlo verso le pareti interne della cavità; ginostemio molto inclinato sul labello, ad angolo acuto con questo. Impollinata da Andrena tibialis.
Protologo di Pierre Delforge 2000:

Vol_81_NS_13_2000.pdf

Ophrys lunulata

Pianta robusta e slanciata, alta fino a 50 cm; brattee più lunghe del fiore (almeno le prime in basso); infiorescenza allungata e sublassa, con 6-10 o anche più fiori grandi.
Sepali biancastri, rosei o rossastri, ovato-lanceolati (11-16 × 4,5-7 mm), con nervature verdi, a margini incurvati, i laterali diretti obliquamente verso il basso, il mediano arcuato in avanti; petali molto stretti, lineari-lanceolati, concolori ai sepali e lunghi circa 2/3 di questi (8-11 × 2-3 mm), con margini non ondulati. Labello subtrilobo, pendulo, che appare stretto e allungato per la forte convessità longitudinale (in realtà disteso è meno lungo che largo (10-14 × 13-18 mm), da rossastro scuro a bruno-nerastro, vellutato al centro e con pelosità submarginale lunga, folta, da arancio a bruno-rossastra chiara; lobo mediano bruno-rossastro, a margine giallo e glabro più o meno ampio, lobi laterali in posizione basale, villosi all’esterno, prolungati in avanti in due gibbosità poco marcate; macula relativamente piccola e più o meno centrale, con disegni semplici e variabili (a forma di mezzaluna o a grossolana H o U rovesciata, oppure ridotta a due gocce), da grigio-bluastra a rossastra, glabra, lucida, munita a volte di un sottile bordo bianco; apicolo grosso, per lo più triangolare, giallo-verdastro, variamente orientato; cavità stigmatica stretta, senza area centrale più chiara, pseudo-occhi spostati verso l’interno, neri e globosi, lucidi; ginostemio allungato e a volte leggermente sinuoso, formante un angolo aperto (retto o quasi) con il labello. Impollinata da Osmia kohli.
Protologo di Filippo Parlatore 1838:

Giornale di scienze, letteratura ed arti per la Sicilia – Google Libros

Ophrys panattensis

Caratteri essenziali e distintivi rispetto a Ophrys lunulata:
pianta alta fino a 40 cm, con 6-12 fiori più grandi, spesso tutti più o meno rivolti nella stessa direzione. Sepali come in O. lunulata, talvolta con aree sfumate di verde nella parte apicale; petali stretti come in O. lunulata, ma ma più corti (lunghi 6-8,5 mm, circa la metà dei sepali), a margini ondulati e finemente ciliati, concolori ai sepali o poco più scuri. Labello più grande (11-18 × 11-20 mm), di forma molto variabile, da intero a trilobato, da allungato e fortemente convesso a tondeggiante, o anche allargato e meno convesso, da bruno-rossastro scuro a bruno-nerastro, con margine stretto bruno-aranciato; macula di solito nella parte basale e ridotta a due bande parallele a volte collegate a formare una H (oppure X, W o U rovesciata), di colore grigio-plumbeo, spesso a bordo chiaro; gibbosità da assenti a poco marcate; larga fascia submarginale con lunga e fitta pelosità bruno-rossastra; apicolo ben sviluppato, giallo-verdino, triangolare o tridentato, diretto in basso o in avanti. Impollinata da Osmia rufa.
Protologo di Scrugli, Cogoni et A. Pessei 1992
(Ophrys × panattensis)


Ophrys promontorii
Caratteri essenziali e distintivi rispetto a Ophrys lunulata:
pianta più bassa (fino a 30 cm). Infiorescenza assai lassa e pauciflora (2-7 fiori grandi). Tepali un po’ più lunghi (i sepali 11,5-17 × 4-6 mm, i petali anche più larghi: 8-12 × 4-6 mm), i primi di color verde chiaro, spesso con toni bianco-giallastri o sfumati di rosa o bruno, i secondi regolarmente più scuri dei sepali e spesso a margini ondulati e ciliati. Labello intero, da suborbicolare a obcordiforme (9,5-15 × 10-15 mm), convesso e per questo a volte apparentemente ovoide-allungato, la parte distale spesso ripiegata all’indietro, senza margine giallo; densa e lunga pelosità submarginale bruno-rossastra, il resto del labello è bruno molto scuro; gibbosità spesso importanti; macula piccola e centrale, di forma variabile, spesso due piccole gocce anche allungate e unite a forma di U o V rovesciata (‘a occhiali’), qualche volta scutiforme o perfino assente, bluastra o violacea o anche nerastra; apicolo piccolo ma evidente, triangolare; cavità stigmatica molto larga e arrotondata; pseudo-occhi piccoli, non sempre ben visibili; ginostemio formante un angolo retto con il labello. Impollinata da Osmia mustelina.
Protologo di Othmar ed Edeltraud Danesch 1971:


Ophrys tarentina

Caratteri essenziali e distintivi rispetto a Ophrys lunulata:
pianta più bassa (fino a 35 cm). Infiorescenza lassa e pauciflora, con 2-7 fiori grandi. Tepali di colore verde chiaro, con toni bianco-giallastri i sepali, più giallo-ocracei i petali glabri, con margini dritti o poco ondulati; sepali 10-14,5 × 4,5-7 mm, i petali oblunghi-lanceolati 8-11 × 2,5-4,5 mm. Labello intero o subtrilobo, da obovato a obcordiforme, a volte in apparenza piuttosto allungato, in realtà più largo che in O. promontorii (10,5-15 × 13-17 mm), privo o quasi di gibbosità basali, con pelosità submarginale fitta, lunga, bruno-rossastra, al centro vellutato e bruno scuro, a bordi glabri più chiari, giallastri; macula piccola e ±centrale, a bande sottili che disegnano una H, una X o una U rovesciata, spesso interrotte e discontinue, lucida, grigiastra, talvolta poco evidente; apicolo molto ridotto, triangolare, diretto in basso o in avanti; cavità stigmatica lievemente ristretta alla base, con pseudo-occhi globosi, nerastri e lucenti, posti piuttosto in alto sulle pareti della cavità stigmatica. Impollinata da Osmia tricornis.
Protologo di Gölz P. & Reinhard H.R., 1982

