Ophrys laurensis

Caratteri distintivi rispetto a Ophrys sicula: pianta robusta ma molto piccola (massimo 15 cm di altezza), infiorescenza più densa e pauciflora con 2-4 fiori medio-piccoli; sepali più lunghi (11-16 mm), i petali subspatolati (6-10 × 2-2,5 mm); labello oblungo (10-15 × 10-13 mm, rapporto lunghezza/larghezza 1,15), sinuoso longitudinalmente per mammosità basali accentuate; angolo spalle/asse del labello 45°; solco molto marcato alla base e tra le lunule della macula, ben separate tra loro; area centrale con densa e ampia pelosità bruno-rossastra concolore alla macula (a volte blu-nerastra), spesso con larga ω nella parte distale; bordo giallo piuttosto ampio (2 mm circa). Impollinata da Andrena schulzi.
Protologo di Philippe Geniez e Fréderic Melki 1992:


Ophrys montis-leonis

Caratteri essenziali e distintivi rispetto a Ophrys exaltata:
pianta robusta, con 4-8 fiori grandi, dai colori molto variabili. Tepali a colori vivaci, variabili dal bianco al rosa al rosso-violaceo; sepali ovati (fino a 11-17 × 5-8 mm), petali da oblunghi a strettamente triangolari (7-10 × 2,5-4,5 mm), spesso auricolati, pubescenti o ciliati, con bordi a volte ondulati e a toni più intensi. Labello di forma variabile, da trapezoidale a romboidale a subovoide (10-14 × 11-17 mm), a volte subtrilobato e spesso a bordi rialzati, da marrone a bruno-olivastro, con diffusa pelosità submarginale più chiara e a volte due piccole gibbe acute; macula molto variabile, piuttosto grande, a partire da una forma base di H, spesso con disegni complicati intorno a un ocello centrale, da grigio-violacea a roseo-porporina; campo basale grande e ben definito, concolore o poco più chiaro del centro del labello; cavità stigmatica ristretta alla base, pseudo-occhi grandi, nerastri; apicolo più grosso, spesso triangolare e a volte tridentato, rivolto in basso o in avanti. Impollinata da Colletes cunicularius.
Protologo di Othmar ed Edeltraud Danesch 1972 (pro hybr.):


Ophrys lepida

Caratteri distintivi rispetto a Ophrys corsica: pianta abbastanza robusta ma piccola (alta fino a 25 cm); brattee nettamente più lunghe dell’ovario. Infiorescenza densa, con 4-8 fiori medio-grandi. Sepali 8-13 × 5-6, petali 5-6 × 1,5-2 mm; labello più grande, da ovato a quasi orbicolare (12-15 × 9-14 mm, rapporto lunghezza/larghezza 0,80), ondulato (convesso in senso trasversale e longitudinale), in genere poco genicolato e con bordi sempre leggermente rivolti in avanti; base giallo-aranciata con mammosità poco evidenti, con solco breve ma profondo; angolo spalle/asse del labello ±45°; più ampia la parte centrale rispetto a corsica, bruna o rossastra, talora estesa fino alla piccola bilobatura del lobo centrale, per la maggior parte coperta da una pelosità corta e densa, attenuata nella zona periferica gialla, solitamente con passaggio non brusco tra i due colori; lobi laterali distesi, spesso ben separati da quello mediano, piuttosto grande, proteso in avanti e appena bilobo; macula abbastanza piccola (non giunge mai ai seni), di colore grigio-bluastro o anche più o meno concolore alla pelosità scura che la circonda, con toni rossastri; fascia gialla marginale abbastanza larga (almeno un paio di mm); cavità stigmatica piuttosto stretta, con pelosità corta e biancastra.
Protologo di Sylviane e Jean-Marc Moingeon 2005:


Ophrys liveranii

Caratteri essenziali distintivi rispetto a Ophrys lepida:
– pianta più slanciata (alta fino a 40-50 cm); brattee subeguali o poco più corte dell’ovario;
– fiori grandi, ma mediamente di taglia un po’ inferiore e più numerosi;
– labello ovato, mai ondulato ma con due mammosità basali abbastanza evidenti divise longitudinalmente da un solco pronunciato; l’ampia parte centrale è bruna e scura, a volte con tonalità rossastre, la fascia gialla marginale è molto più stretta; lobi laterali tendenti ad incurvarsi sotto il piano del labello, che così appare più ‘stretto’; macula glabra e corta, anch’essa a volte con tonalità rossastre.
Protologo di Gianni Orrù & Maria Pia Grasso 2005
(Ophrys subfusca subsp. liveranii):
:


Ophrys phryganae

Pianta mediamente robusta, alta (10-30) cm, con 4-5 foglie basali, delle quali 1-2 erette, e 1 guainante la base dello scapo, tutte ovato-lanceolate, verdi. Infiorescenza da lassa a densa, con 1-5 fiori relativamente medio-grandi, ma più piccoli che in O. lutea, in posizione generalmente patente, ma talvolta appena inclinati verso il basso, con brattea concava, lunga come l’ovario. Sepali tutti di colore verde, talvolta chiaro; i laterali subovati e acuti, il mediano ovato con bordi ribattuti all’esterno e curvo sul ginostemio. Petali oblunghi, rettangolari, talvolta claviformi, con apici per lo più tronchi ma talvolta acuti, con bordi ondulati, in genere giallastri. Labello più lungo che largo, visibilmente più piccolo di quello di O. lutea, ma distintamente più grande di quello di O. sicula e di O. corsica, alla base genicolato con evidente rigonfiamento delle creste basali, costeggianti l’apertura stigmatica e confluenti in un solco longitudinale breve tra le lunule, ma in basso appena visibile; nella parte basale del labello (all’altezza delle lunule) generalmente sono presenti grinze più o meno numerose; area centrale bombata, con fuso bruno e ovoidale allungato, per lo più estendentesi nel lobo mediano, spesso con una V rovesciata terminale (come in O. sicula); tra il rigonfiamento delle creste basali e l’area centrale bombata è spesso presente un solco trasversale; spalle dell’ipochilo spioventi (62,9° l’angolo medio di inclinazione misurato); bordi del labello più o meno curvi in avanti; larga fascia marginale gialla; lobi laterali spesso acuti, ben separati dal lobo mediano da seni più o meno ampiamente aperti; lobuli del lobo mediano netti ma poco divaricati. Macula relativamente allungata in posizione medio-basale. Pelosità molto marcata del labello, biancastra, a partire dell’apertura stigmatica (su circa 2/3 dei bordi), e poi con una fascia di peli fitti e spesso arruffati, più lunghi che in O. lutea e in O. sicula, lungo il bordo esterno del fuso bruno centrale, dalla base del labello fino ai seni; peli spesso presenti anche sulla macula, pur molto corti. Cavità stigmatica mediamente estesa rispetto alla lunghezza del labello, apertura cordiforme, di altezza pressoché pari alla larghezza. Ginostemio corto e ottuso, formante con l’asse del labello un angolo pressoché retto.
(sintesi da Lumare & Biagioli 2026, dove sono riportati altri dettagli, misure e confronti con le altre Luteae pugliesi.)
Protologo di Jean Devillers-Terschuren e Pierre Devillers, in Delforge, Devillers-Terschuren & Devillers: Contributions taxonomiques et nomenclaturales aux Orchidées d’Europe (Orchidaceae). – Natural. Belges: 72(3): 100 (1991)

Natbelges-72-1991-3.pdf

Ophrys pseudomelena

Caratteri essenziali distintivi rispetto a Ophrys sicula: pianta in genere più gracile e piccola, alta fino a 20(30) cm, con pochi fiori appena più piccoli; sepali 6-8 × 4-5, petali 4-6 × 1,2-2 mm; labello leggermente ridotto, orbicolare (10-11 × 10-12 mm, rapporto lunghezza/larghezza 0,83-0,95), non ginocchiato alla base e sub-orizzontale o inclinato obliquamente verso il basso, coperto quasi interamente da pelosità bruna, eccetto i bordi glabri con margine giallo sottilissimo (1 mm di spessore, occasionalmente un po’ maggiore); lobi laterali con seni aperti ma brevi, angolo spalle/asse del labello 65° circa; macula grigiastra a volte lunulata, divisa da un solco longitudinale poco marcato.
Protologo di Lorenzo Lozito, Saverio D’Emerico,
Piero Medagli e Alessio Turco 2012:


Ophrys sicula

Caratteri distintivi rispetto a Ophrys lutea:
pianta in genere più esile e slanciata, alta fino a 40 cm; infiorescenza con 3-8 fiori più piccoli; ma i tepali simili per dimensioni, a parte i sepali laterali più ridotti (6-10 × 3-7 mm); labello mai genicolato, ±orizzontale o subascendente (spesso solo nella parte distale), meno convesso e meno ampio (8-13 × 7-12 mm, rapporto lunghezza/larghezza 1 circa), con lobi laterali netti e ben separati (ma non profondi) dal lobo mediano, quest’ultimo piccolo e leggermente bilobato; ampia area centrale bruna che si prolunga fino al lobo mediano a formare una Y o V rovesciata, somigliante a due ‘baffetti’ scuri; fascia marginale gialla meno ampia rispetto a O. lutea (in genere 2-3 mm), macula grande rispetto al labello, circondata da lunga pelosità biancastra; cavità stigmatica più larga che alta, con pelosità densa e rasa; angolo spalle/asse del labello tra 30° e 60°. Impollinatori osservati: Andrena hesperia, A. taraxaci, A. senecionis.
Protologo di Vincenzo Tineo 1846:

Plantarum rariorum Siciliae [1846]

Ophrys holosericea s.l.

Abbiamo cercato di evidenziare in questa descrizione tutti i caratteri di questa specie-guida comuni alle diverse ‘specie’ presenti in Italia, al solito mettendo poi più facilmente in risalto nelle singole schede i caratteri distintivi propri di ognuna. Escludendo il rango sottospecifico, tutte queste entità, piuttosto recenti, sono qui trattate a livello di specie, più per facilità divulgativa che per convinzione; per molte di esse infatti sarebbe preferibile il rango varietale. Le misure citate nella descrizione sono tratte da Delforge 2016: 429 sub Ophrys fuciflora (F.W. Schmidt) Moench 1802.
Piante robuste, alte fino a 30(40) cm; brattee più lunghe degli ovari; infiorescenza densa con fiori medio-grandi (fino a 10); sepali ovato-lanceolati (10-14,5 × 5-9 mm), divergenti o piegati all’indietro (specialmente il dorsale), biancastri, rosei o rosso-porporini, quasi mai verdi, tranne che talora nella nervatura centrale; petali molto corti, vellutati e subtriangolari (3-6 × 2-4 mm, lunghi circa 1/3 dei sepali, in rari casi più allungati), ad apice solitamente arrotondato, di colore da roseo a porporino, più raramente variabile dal bruno al giallastro al bianco; labello più largo che lungo (8-13 × 12-19 mm), in genere da trapezoidale a obcordiforme, raramente (sub)trilobo e più allungato, piuttosto convesso, vellutato con pelosità submarginale bruno-rossiccia scura, leggera o nulla nella parte distale, con gibbosità basali abbastanza pronunciate, generalmente pubescenti all’esterno e glabre e più chiare all’interno; macula solitamente grande, allargata dalla zona basale a quella centrale, grigio-bluastra o rossastra, brillante, glabra, molto variabile, di solito con disegni complicati da ocelli e ramificazioni dai bordi biancastri; cavità stigmatica ampia, cupoliforme, con pseudo-occhi nerastri e brillanti; ginostemio con becco corto e acuto, formante un angolo ottuso col labello; apicolo grosso, posto dentro un’incisione sul bordo, rivolto in avanti e in alto, di forma varia (spesso pluridentato). Gli impollinatori più efficienti sembrano le api del genere Eucera e i ditteri del genere Microdon.
Protologo del basionimo di Nicolaas Laurens Burman 1770
(Orchis holoserica):

t.4;Appendix t.4 (1770) – Nova acta physico-medica Academiae Caesareae Leopoldino-Carolinae Naturae Curiosum – Biodiversity Heritage Library
Lectotipo secondo Werner Greuter 2008:

Neotipo di Leslie Lewis & Karel Kreutz 2022:

Link per visionare la pagina con l’immagine del lectotipo:
Historia stirpium indigenarum Helvetiae inchoata. Tomus secundus


Ophrys annae

Pianta piuttosto gracile, alta fino a 40 cm, infiorescenza lassa con 3-8 fiori medio-piccoli. Sepali ovato-lanceolati (8-14 × 4-7,5 mm), biancastri o rosati o verdastri, spesso con nervatura verde; petali triangolari corti (3-5,5 × 1-4 mm, circa 1/3 dei sepali), vellutati, spesso allargati verso la base, concolori ai sepali o con toni più intensi. Labello di taglia media, piuttosto allargato, subquadrato (lungo 7-12 mm, largo 9-15 mm), piano o a volte convesso, bruno-rossiccio piuttosto scuro, con fitta e lunga pelosità marginale, a volte con accenno di trilobatura per i bordi inferiori patenti o un po’ rialzati; gibbosità in genere corte e ottuse, spesso divergenti, verdastre all’interno; macula basale grande rispetto al labello, con disegno subquadrato, a volte a forma di X o un po’ elaborato, grigio-bruno-rossastro e circondato da un bordo chiaro anche verdastro; campo basale ben definito e spesso rosso, cavità stigmatica larga; apicolo voluminoso, largo e di solito pluridentato. Impollinata dall’imenottero Osmia rufa (sin. O. bicornis).
Protologo di Jean Devillers-Terschuren
e Pierre Devillers 1992:

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Ophrys appennina

Caratteri essenziali distintivi rispetto a Ophrys holosericea:
fiori mediamente più piccoli (taglia media); tepali sempre rosati di varia intensità, di dimensioni subuguali e forse un po’ più variabili (i sepali 10-15 × 4-8 mm, i petali 2,5-6,5 × 2-3,5 mm, da 1/3 a 1/2 dei sepali); labello proporzionato al tipo (9-14,5 × 12-17 mm), piano (non convesso), con gibbe appuntite rivolte verso l’esterno, lunghe 0,5-3 mm; macula in posizione basale, di solito semplice e non estesa, a forma di H grossolana, più chiara del resto del labello; grosso apicolo tri- o penta-dentato; cavità stigmatica ristretta alla base, pseudo-occhi piccoli e verdastri.
Protologo di Rolando Romolini e Romieg Soca 2011:

Vorlage für Journal Europäischer Orchideen
